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domenica, agosto 15, 2004

Pannella se la suona e se la canta da solo
Pannella insiste e torna a dire di voler fare il ministro.
Mette anche delle condizioni: il governo deve cambiare rotta e porre all'ordine del giorno «i veri problemi del Paese, la difesa dei pensionati, dei disoccupati e dei piccoli imprenditori in primo luogo...». In ogni caso «noi non riteniamo di poter entrare nel governo finché resteremo i soli a combattere le nostre battaglie per la libertà. Pertanto a Berlusconi dico: fate qualcosa di liberale e democratico. Se lo faranno, si aprirà per noi una vera possibilità di governo».
In una conferenza stampa sul referendum contro la legge per la procreazione assistita, il leader radicale ha esteso le sue possibilità di impiego governativo anche all'incarico di coordinatore della politica macroeconomica. «Mi sento - ha scandito - di poter assumere questa responsabilità».
Ironica la battuta di Intini dello Sdi: «Pannella a ogni metà agosto si inventa qualcosa per occupare le pagine dei giornali. Lui per primo sa che non esiste alcuna possibilità di entrare al governo.». Secondo il ministro Castelli, invece, Pannella farebbe bene a preoccuparsi della sua salute piuttosto che di quella del governo. Parole queste ultime che al radicale Capezzone non par vero di cogliere al balzo per una roboante polemica: «Pannella ha ricevuto un grave ammonimento dal ministro della Giustizia». (R. Zan.)
[Avvenire - 12/8/2004]






postato da: Faramir alle ore 23:58 | link |
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mercoledì, agosto 04, 2004

Linguacce
Ad Amsberg, in Germania, dopo lunghe discussioni le autorità hanno dichiarato lecita "la linguaccia sul passaporto", nella foto di riconoscimento ("Repubblica", 1/8, p. 24). Da noi invece la linguaccia è lecita da sempre in pagina. Ecco infatti (Ansa, 31/7, e vari quotidiani del 1/8) Emma Bonino, come al solito leggera come qualche tonnellata, a proposito del recente documento Ratzinger sul ruolo della donna: "Anche l'imam di Al Ahzar potrebbe sostenere le stesse cose". Ignora, lei, le posizioni di ambedue… Infatti, stesso giorno "Repubblica" (p.24) scrive che il "nuovo testo intende portare tutta la Chiesa a mobilitarsi per la piena affermazione della donna nella vita sociale e politica e nei posti di potere degli stati". È questa, forse, anche la posizione dell'islam? Forse la Bonino talora si distrae, ma parla ugualmente: e si vede. [...]
[
Lupus in pagina - 3/8/2004]



postato da: Faramir alle ore 22:53 | link |
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lunedì, maggio 24, 2004

Interviste in ginocchio
[...] sul "Venerdì" (21/5) la devota Barbara Jerkov registra dalla bocca della Bonino: oggi "torna il conformismo clericale", e "destra e sinistra si rifugiano all'ombra del dogma della Chiesa". Ma davvero? Sicuro! L'Emma pensa anche che oggi in Italia "il peccato è reato". Ma davvero? Sicuro! E di più, che se lei riuscirà a far abolire il Concordato, allora "risolveremmo un sacco di problemi". Ma non vuota questo "sacco" e non ci dice quali. Lo farà alla prossima intervista in ginocchio?

[
Lupus in pagina - 23/5/2004]





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martedì, marzo 09, 2004

La "Linea" dell'Unit...

La "Linea" dell'Unità
"Pechino dà la linea": ieri il "Corsera-Economia" sul futuro dei cellulari e sull'enorme mercato che si apre. "La linea"? "L'Unità" di sabato scorso: prima pagina. Nel fondo - "Domande di un elettore Ds - Antonio Padellaro, condirettore, attacca Rutelli e la Margherita partendo dalla legge sulla procreazione assistita e dalla posizione sulla pace: inaccettabili per un elettore Ds! Lì a destra incalza Furio Colombo, direttore: "Lista unitaria. Qualcuno ha pensato alla Bonino?" Leggi e scopri che oggi problema centrale di ogni scelta, "ormai una discriminante di libertà", è la differenza "tra embrione e persona, tra sacralità della cellula e rispetto del malato". E su ciò nulla di meglio della candidatura di Emma Bonino! Finalmente una donna libera, la cui scelta, scrive Colombo, "darebbe coraggio agli indecisi di sinistra, che non sanno che pesci pigliare perché le botte della Chiesa a chi sgarra e magari poi vuole candidarsi… sono botte vescovili e durissime". Insomma, ecco la "linea": no alla Margherita di Rutelli traditore, che sulla procreazione assistita e sulla pace "inciucia" con la libertà di coscienza dell'oscurantismo cattolico, ringalluzzito dalle "botte della Chiesa a chi sgarra"! Emma Bonino per tutti! Una sinistra finalmente unita nel "buon segno" radicale. E domenica mattina a "Radio Radicale" un trionfo di voci da Ds e sinistra: bene, bravi, viva Bonino, ottima idea! Un tempo la linea all'"Unità" la dava il partito. Oggi è l'inverso? Con un'altra domanda: i cinesi sono un miliardo e duecento milioni. Quanti fan di Emma Bonino passerebbero a sinistra? E quanti "antifan" se ne andrebbero su due piedi? È il caso di pensarci…
[Lupus in pagina - 9/3/2004]



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martedì, febbraio 17, 2004

La legge "fascista" ...

La legge "fascista" e il medioevo
Quella sulla fecondazione artificiale, dicono l’Unità e Liberazione (mercoledì 11), è una «legge medievale» e «crudele». Pannella l’ha definita «fascista» (l’Unità, c.s.). Figuriamoci che cosa la legge sarebbe se fosse stata come la volevano Ds, radicali e "laici" in genere. Costoro sostengono, infatti: che l’embrione diventa persona solo dopo un certo periodo (è la stessa questione medievale dell’animazione tardiva); che gli embrioni superstiti vanno utilizzati per il vantaggio dell’umanità (anche gli schiavi erano impiegati per un vantaggio sociale: i bassi costi di produzione); che il corpo delle donne va forzato a produrre ovociti in quantità industriale (una catena di montaggio biologica); che gli embrioni vanno conservati nell’azoto liquido (imprigionati e a disposizione senza colpa); che i migliori embrioni vanno selezionati e quelli mal riusciti "donati alla scienza" (come Mengele nei Lager di Hitler).
[P.G.Liverani, Avvenire, 16 Febbraio 2004]



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lunedì, febbraio 02, 2004

Emma "Courage"
Un...

Emma "Courage"
Una pagina del Corriere della sera (martedì 27), oltre al titolo in prima, «Emma "Courage"», cioè Bonino. Una scheda biografica elenca le sue medaglie. Tra queste: «Promotrice di numerose campagne internazionali in difesa dei diritti civili, in particolare delle donne». Anche a quello di uccidere i bambini per non farli nascere. Ci vuole coraggio.
[P.G.Liverani, Avvenire, 1 Febbraio 2004]




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lunedì, gennaio 26, 2004

Rumore di morte
L...

Rumore di morte
L'eutanasia «è un atto di civiltà e di carità cristiana», dice Emma Bonino, invocando l'apertura di un grandissimo dibattito sulla "dolce morte". Che si tratti di carità cristiana, ci permettiamo di dubitare: almeno ciò che è "cristiano" non sarà la Bonino a stabilirlo, ma il magistero della Chiesa e l'esperienza di vita e di santità di coloro che accettano con gioia la signoria del Vangelo.
Quanto all'eutanasia come atto di civiltà, può essere: ma non della nostra,almeno per ora. Di quella che vorrebbero i radicali è probabile invece, sulle orme dell'Olanda: una civiltà dove, dopo la legalizzazione dell'eutanasia per i malati gravi, già si profila l'ipotesi di concedere la stessa possibilità ai vecchi "stanchi di vivere", soluzione molto positiva anche per le casse del sistema sanitario. Il fatto è che "civiltà", è una parola che può indicare le cose più diverse: in alcune civiltà orientali è legittimo sopprimere le neonate femmine, in altre, africane, è obbligatoria l'infibulazione. Insomma, può darsi come dice la Bonino che l'eutanasia sia un atto di civiltà: bisogna capire di quale civiltà.
Intanto la signora riprende lo sciopero della fame perchè si parli sui media dei temi che le sono cari: eutanasia appunto ( cioè morte più "facile") e pillola abortiva ( cioè morte più facile di un altro). A suo giudizio sono questi i problemi più gravi degli italiani: morire - e fare morire un eventuale
indesiderato figlio - nel modo più semplice e celere. Per questo la signora si è mostrata disposta a rischiare la vita con uno sciopero della fame e della sete - salvo ravvedersi in tempo utile. Tanta determinazione la distingue in un panorama politico di tiepidi, di furbi e di calcolatori: ma è una passione così accanitamente incentrata sulla morte, da lasciare sospettare un'ansia di morte, una sorta di cupio dissolvi al di sotto di tanto attivismo. Dagli anni '70 la Bonino trasmette sostanziamente la stessa immagine di sé. Una serenità severa, da sacerdotessa.
In un'Italia nella quale - nel frattempo - tutti o quasi hanno cambiato fronte e posizioni, la Bonino resta uguale a se stessa, e continua a parlare di morte. Una battaglia per i diritti e gli orari di lavoro delle lavoratrici madri, potrebbe essere altrettanto degna: ma non è nelle sue corde, non è faccenda di morte. E auspica, la signora, un grandissimo dibattito sull'eutanasia, che i media, dice, continuano a negarle. Ma veramente quella dell'eutanasia è una domanda così diffusa e censurata?
Due mesi fa, i medici dell'Istituto dei tumori di Milano resero nota una ricerca: su 900 malati di cancro, nel 2000, solo uno aveva chiesto l'eutanasia, e aveva smesso di chiederla una volta sottoposto a un'adeguata terapia del dolore. Uno su novecento, è una cifra che dovrebbe far pensare: e se davvero il problema autentico fosse un'efficace, e costosa, terapia palliativa, se davvero, come dicono gli oncologi milanesi, nei malati gravi, una volta tacitato il dolore, si sviluppasse un istintivo, tenace attaccamento alla vita?
Questo dicono dalle corsie del più grande centro oncologico italiano, ma alla Bonino non interessa. L'ideologia, diceva la filosofa Hannah Arendt, è ciò che serve a non vedere la realtà, e sembra il caso della signora - come del suo collega Marco Pannella, che in un delirio di onnipotenza assicura che "farà l'impossibile" per dare la "buona morte" a Emilio Vesce in coma. Tutto questo a cinque giorni dal voto. Il che fa sospettare che, sì, un'inclinazione mortifera faccia parte della costellazione psichica della pattuglia radicale, ma il tutto rientri anche in una ben definita strategia politica: eutanasia e pillole abortive come cuneo per trovare spazio fra i due poli che schiacciano. Rumore di morte, per garantirsi sopravvivenza politica - e insomma la propria fettina di potere.
[Marina Corradi, Avvenire, 9 Maggio 2001]










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lunedì, dicembre 15, 2003

Liberi di fabbricare...

Liberi di fabbricare e distruggere vite
Sono usciti al naturale. A Roma si dice così di chi se ne stia buono buono a cincischiare e poi, provocato, mostri d’improvviso chi davvero sia. I Bioetici Faustiani, d’ora in poi BF, dicono via appello d’ordinanza che non bisogna fare nessuna legge, che si deve “essere liberi di scegliere se avere o non avere figli, quanti averne, quando averli e come averli”. Il corsivo nel testo è loro. Il resto sono parole come rutti di politicamente corretto, con la “crescita civile” eccetera. Inessenziale balbettio progressista. Anche Marcolino Pannella, il nostro adorato Pannella, è uscito al naturale. Il divorzio era per sanare amori spenti e legittimare amori fiorenti? L’aborto era un rimedio contro l’avidità dei cucchiai d’oro e il dolore delle maternità indesiderate? Balle. L’obiettivo vero è la libertà di volere, e ora Marco, apostolo senza missione, abbraccia i BF all’insegna della lotta contro il “clerico-fascismo” invece di contraddirli con i suoi diritti civili, che erano a sanatoria, si diceva alla gente, che erano rimedi, s’ingannava la gente. Qui non c’è più quasi niente a sanatoria, questi sono diritti positivi, fabbricare e distruggere vite a piacimento, e tutto quello che non ha il passaporto, che non rientra come scrive Liberazione nel codice civile (articolo 1, “la capacità giuridica si acquista dal momento della nascita”) è spazzatura, trash, mestruo, sperma. [...]
[Il Foglio, 10 Dicembre 2003]




postato da: Faramir alle ore 16:33 | link |
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mercoledì, dicembre 03, 2003

Radio Fiorella
[....

Radio Fiorella
[...] ieri mattina un torrenziale Marco Pannella nella sua privatissima radio - tutta sua, solo sua, sempre sua, di giorno e di notte, senza altra regola che la volontà sua, e che ieri Dario Di Vico, stesso "Corsera", chiamava "radio Fiorella" - straparlava per un'ora rimproverando Sabina Guzzanti. Perché? Perché non ha "mai attaccato né il Papa, né i preti, né il presidente Ciampi". Critica serena, obiettiva, puntuale, motivata? O un'altra bella prete-sa, vecchio fiore all'occhiello consunto di neo-"Radio Fiorella"? [...]
[Lupus in pagina - 2/12/2003]




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venerdì, ottobre 17, 2003

Il pesticida umano
La Ru 486 è stata prodotta dai laboratori della Roussel Uclaf, una società controllata dal Governo francese e dal gruppo tedesco Hoechst. Non è un caso che nella genealogia delle aziende chimiche tedesche compaia anche la l.G. Farben, che produceva il famigerato Zyclon B., il gas omicida usato da Hitler. La Ru 486 è usata da 10 anni in Francia, mentre è sbarcata negli Usa nel 2000. Un comunicato stampa del 23 giugno 1988 dimostra il coinvolgimento dell'Onu nella realizzazione del prodotto è la stessa Roussel Uclaf a dichiarare di "averlo sviluppato in collaborazione con l'Organizzazione mondiale della sanità e l'Unfpa", che sono agenzie Onu. È evidente che il prodotto sarebbe utilissimo per "diradare" le popolazioni dei paesi poveri, soprattutto dove non esistano presidi chirurgici adeguati per promuovere l'aborto su scala mondiale. In Italia, di Ru 486 si iniziò a parlare nel 1989, quando l'allora sottosegretario alla sanità, la socialista Elena Marinucci, ne caldeggiò (senza successo) l'adozione nel nostro Paese.
Ora l'operazione è riuscita per iniziativa dei soliti radicali e di alcuni medici abortisti in quella Torino che è la città di don Bosco ma anche della massoneria e del satanismo. Nulla avviene per caso.
Mario Palmaro
[Aborto: arriva il "pesticida umano", Il Timone - n. 23 Gennaio/Febbraio 2003]



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lunedì, ottobre 13, 2003

"Essere pedofili non può essere considerato un reato"
Mentre la dottrina morale della Chiesa condanna gli abusi sessuali in tutte le loro forme, la pedofilia è favorita dall'attuale cultura della trasgressione e dal permissivismo sessuale. Si facciano dunque un esame di coscienza tutti i promotori di tale cultura. Per non dire dei radicali, che hanno organizzato il 27-10-1998 un aberrante convegno, nelle aule del Senato, la cui presentazione così recitava: "[…] essere pedofili [...] non può essere considerato un reato; la pedofilia […] diventa reato nel momento in cui danneggia altre persone". Come dire che la pedofilia è lecita purché il bambino sia consenziente!
Giacomo Samek Lodovici
["Pedofilia, quante bugie", Il Timone - n. 23 Gennaio/Febbraio 2003]





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giovedì, ottobre 09, 2003

Esempi di "tolleranza"
Marco Pannella ha annunciato il lancio di una campagna denigratoria per isolare sul piano internazionale la Santa Sede: "Lo Stato del Vaticano ha significato l’uso dell’aspersorio per benedire il manganello. – ha dichiarato il leader radicale in un duro comunicato stampa del 27 novembre 2000, ripreso dai maggiori quotidiani - Il manganello contro la scienza, la coscienza, la democrazia, la tolleranza. Il manganello, se non peggio, contro le vite di milioni di persone contro la Vita, con la v maiuscola (…) Lo Stato Città del Vaticano va cancellato con procedure di diritto, legali, giuridiche, popolari, democratiche, in tutto il mondo".

L’iniziativa del Partito Radicale, alla quale lo stesso dedica una speciale sezione del suo sito Internet e particolari trasmissioni su Radio Radicale, si coordina con quella lanciata il 18 novembre scorso da tre europarlamentari olandesi, Van der Laan e Plooij van Goorsel, del gruppo Liberale, e Swiebel, del gruppo Socialista, che hanno chiesto al loro governo la cessazione dei rapporti diplomatici con il Vaticano, la sua liquidazione come Stato indipendente e l’espulsione da ogni seggio di organismi o consessi internazionali. A sua volta l’iniziativa olandese non è che l’estensione di una minacciosa campagna organizzata dalla potente organizzazione abortista "Catholics for a Free Choice" ("Cattolici per una libera scelta"), con sede a Washington. L’organizzazione abortista, all’inizio di quest’anno aveva infatti raccolto l’adesione di 300 associazioni per chiedere l’esclusione dello Stato del Vaticano dalle attività delle Nazioni Unite a causa delle sue nette posizioni in difesa della vita umana e della famiglia (cfr. CR 674/02, 15 luglio 2000). La proposta della "Catholics for a Free Choice" era stata però boicottata dal Congresso degli Stati Uniti, che, l’11 luglio 2000 ha votato, con 416 voti favorevoli contro 1, una risoluzione contraria a qualsiasi riduzione del ruolo della Santa Sede all’interno delle Nazioni Unite richiedendone anzi un incremento dello Status. "Il Vaticano è sotto l’attacco di estremisti abortisti e il Congresso non lascerà che questo attacco continui impunito (...) non tollereremo questo tentativo di zittire il Vaticano" aveva detto, in quell’occasione, il deputato repubblicano e leader della maggioranza alla Camera, Dick Armey. "Se si deve modifi­care qualcosa – aveva aggiunto il repubblicano Christopher H. Smith, sponsor della vittoriosa risoluzione – allora sarà perché alla Santa Sede sia riservato un ruolo ancora più importante alle Nazioni Unite" (cfr. "The Washington Times", 12 luglio 2000). Per reazione, la campagna di sostegno alla Santa Sede ha ricevuto, in soli quattro mesi, l’appoggio di più di 2000 gruppi e organizzazioni di oltre 50 Paesi dei cinque continenti. Contrariamente alle aspettative dei promotori, il principale esito della petizione anti-vaticana è stato quello di aver suscitato un moto di indignazione in tutta la società civile americana, come la volontà unanime dei legali rappresentanti del popolo ha clamorosamente dimostrato. [Fonte]


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domenica, ottobre 05, 2003

Decisione radicale
Decidi tu o il Vaticano? Libera il sesso, la scienza, la vita. Firmato Radicali per Emma Bonino. Ecco il titolo che accompagna il primo piano della storica protagonista di tante battaglie, nei poster di questa nuova tornata elettorale. La signora (o signorina) Bonino sceglie una strada radicalmente diversa dai suoi sfidanti: se ne sbatte della sicurezza, delle tasse, delle pensioni e punta tutto sulla libertà. La libertà di decidere, con la propria testa. E in nome della libertà nega il diritto ad altri di esprimere un giudizio sul «sesso, la scienza, la vita». Perché allora non sei più tu a decidere ma il Vaticano o il sindacato (se si tratta di lavoro). C’è qualche contraddizione in questa campagna, nonostante sia una delle più originali e provocatorie. Ma ai Radicali è del tutto sconosciuto, evidentemente, il concetto di libertà. E noi non vogliamo certo spiegarlo (anche per le poche battute che ci sono concesse). Tuttavia i lettori di questo giornale, almeno i più fedeli, se ne saranno fatti un’idea; che, probabilmente, non coincide con quella della signora (o signorina) Bonino. E siccome decido io, non le darò il mio voto.
Piero Addis
[Tempi - 3 Maggio 2001]


postato da: Faramir alle ore 22:50 | link |
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venerdì, ottobre 03, 2003

Leggi e etica
"Per fare le leggi non bisogna partire da nessun fondamento etico in quanto si rischia di bloccare tutti i processi legislativi".
Affermazione fatta da un esponente dell’Associazione Luca Coscioni durante il programma di Giuliano Ferrara.
Fonte:
Censura Rossa
. Vedi anche qui.





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martedì, settembre 30, 2003

Pannella: la cultura dell'aggressione
Spara Pannella, spara perché altrimenti gli altri sparano a te. Pannella ha sempre avuto la cultura dell’aggressione: che bella idea nascondere un comportamento violento e violentatore sotto l’immagine della non violenza gandhiana. Infine, è un liberale di sinistra che ha posto un ethos rivoluzionario al servizio delle cause più diverse con una violenza pari alla sua intelligenza e alla sua capacità di leggere nei sentimenti popolari, la cultura radicale che egli ha creato nel nostro paese è una violenta affermazione delle tematiche minoritarie. Ci ha dato l’esempio della violenza delle minoranze che vogliono esse imporsi alle maggioranze. E nella società dei media la violenza è anche e soprattutto verbale e di immagine. Il referendum all’italiana è uno strumento che ha una violenza intrinseca, unita a una non meno intrinseca sterilità: può cassare una legge, non introdurne un’altra, distrugge senza un disegno di edificazione. [...]
E alla violenza verbale aggiunge il ricatto: seminerà di liste Bonino tutte le regioni della penisola. A vantaggio di D’Alema che, in cambio, abbandona i sindacati e non si costituisce come governo quale parte davanti alla Consulta. Bene, ecco la verità della violenza: l’asse D’Alema-Pannella per far perdere le elezioni regionali del Nord al Polo. Ecco la faccia liberista del “non violento” Pannella. Ecco il vero volto della cultura radicale.
Gianni Baget Bozzo [Tempi - 19 Gennaio 2000]





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lunedì, settembre 29, 2003

Lacrime di coccodrillo
Non si smentisce mai il "vecchio Marco". Di fronte all'esito catastrofico del referendum, che si profilava già dai dati sull'affluenza alle urne di domenica sera, Pannella ha rispolverato la sua abilità dialettica, da vero "caimano della politica". Spiegando, in un'intervista sul "Corriere della sera", che il fallimento degli ennesimi quesiti - e l'ennesima picconata all'istituto referendario - è colpa della partitocrazia, che ha sistematicamente sabotato uno strumento posto dalla Costituzione a garanzia dei cittadini. Neppure un lontanissimo cenno di autocritica sulla responsabilità di chi, come i radicali, hanno per decenni alluvionato la scena politica con richieste di consultazioni a raffica. Legittime certo, ma forse anche tali per intensità e frequenza, da fiaccare l'elettorato. O no? Ora è il tempo delle lacrime. Di coccodrillo, appunto.
[Avvenire - 17 Giugno 2003]



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sabato, settembre 27, 2003

Spamming radicale
Senza chiedere il permesso e utilizzando indirizzi e-mail privati mai volontariamente ceduti loro dai titolari, i Radicali di Emma Bonino, pare la sezione di Padova, inviano messaggi elettronici a chi non li ha mai richiesti. Però chiedono scusa, all’inizio e alla fine del testo. E poi ricominciano a bombardare (spamming), sempre con tante scuse.
[Tempi - 20 Ottobre 2000]


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venerdì, settembre 26, 2003

Lupus in Pagina a cura di Rosso Malpelo.
Cavalcare e scavalcare il Colle. Ieri "Radio Radicale" bacchettava il presidente Ciampi perché dice di sperare che il dialogo sulla Road Map vada avanti e che Israele non cacci né uccida Yasser Arafat. L'argomento? Da presidente di tutti gli italiani deve astenersi dall'esprimere opinioni che non sono condivise da qualcuno… Ascolti e ti viene da ridere, ricordando Totò che nel film "San Giovanni decollato" chiede la grazia di una moglie muta. Avremmo tutte o quasi le istituzioni mute. Anche il premier dovrebbe parlare meno - talora non sarebbe male - e tutti i politici eletti starebbero sempre zitti. Difficile infatti da noi trovare d'accordo tutti gli elettori di una coalizione, e anche di un solo partito. [...]
[Avvenire - 18 Settembre 2003]



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giovedì, settembre 25, 2003

Lupus in Pagina a cura di Rosso Malpelo.
Il 20 settembre e Roma: un binomio. [...] a "Radio Radicale", una voce ispirata, che in questi giorni si ascolta spesso, quasi un "muezzìn" dal minareto di Pannella, proclamava che i radicali, per questo 20 settembre, gridano: «No Vatican, no Taliban», e celebrano una 2-3 giorni anticlericale, in ricordo di Porta Pia. Talebani e Vaticano sullo stesso piano! Non si rendono conto - nel caso migliore - della enormità dell'affermazione. Il bello è, tuttavia, che si meravigliano che nessuno fa eco alla loro iniziativa e al loro grido di battaglia. Si sentono soli e ne provano stupore.
A Malpelo si consentirà di ricordare che certi discorsi radicali evocano alla mente, ancora una volta, quel paziente che, affacciato alla finestra del manicomio, chiede trafelato ai passanti: "Quanti siete, là dentro?" E poi si meraviglia che in pochi lo ascoltano. Ma sì: S.P.Q.R. sono (un po') pazzi, questi radicali...
[Avvenire - 20 Settembre 2003]





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